lunedì 6 febbraio 2017

A proposito di «Per i sentieri del tempo»


Giacomo Ramella Pralungo mostra una copia di «Per i sentieri del tempo», anch’ esso disponibile su www.lulu.com, con emozione molto sentita: «E’ il compimento di qualcosa di molto speciale per me. Tutto ha avuto inizio con queste pagine.». Scrivere libri e articoli è sempre un’ esperienza unica e irripetibile per l’ inventore di storie, ma la realizzazione di questo libro è stata qualcosa di particolare, che non si è mai ripetuta firmando le opere successive.

Che cosa significa «Per i sentieri del tempo» per lei?

«Si tratta in assoluto della prima storia che ho scritto. E’ qualcosa di veramente straordinario. La stesi nel 2005 e la ritoccai più e più volte fino alla forma attuale. Concepì la narrazione originaria proprio mentre uscivo da una forte depressione, dovuta a una serie di varie esperienze assai spiacevoli affrontate in poco tempo, e le idee di quello che sarebbe stato questo libro mi aiutarono molto nel proseguire lungo la via del mio risanamento.».

Di che cosa parla, in questo libro?

«Trattandosi della mia prima storia, volevo toccare il più possibile argomenti a me cari come i viaggi nel tempo e la teoria del paradosso del nonno, la mostruosità e la follia delle guerre atomiche, l’ importanza dell’ ambiente, i pericoli di un uso improprio delle scienze e il nefasto potere delle sette segrete.».

Che cosa l’ ha ispirata nella definizione della trama?

«Sono partito dalla serie cinematografica di ‘Terminator’ per la parte dei viaggi nel tempo e dell’ olocausto nucleare, e da quella letteraria di ‘Dune’ di Frank Herbert per il tema ecologico. Le ricerche sui ninja, i samurai e la P2 furono fondamentali invece per la definizione della Lega del Nuovo Mondo.».

Colpisce molto il fatto che lungo la narrazione avvengano una miriade di avvenimenti altamente drammatici, primo tra tutti un bombardamento atomico su vasta scala, per poi chiudere con un lieto fine.
Edizione italiana di «Dune»;

«(Risata) Già, dovevo dare un tratto distintivo alla storia! All’ inizio avevo un’ idea più pessimista sul finale, volevo infatti chiuderla con la distruzione della Terra del futuro nonostante gli strenui sforzi di Alexander Tralus, il protagonista, di salvarla. Ma poi ci ripensai e scelsi di concludere il libro con la fine del mondo evitata per un soffio.».

Il libro si conclude con un finale aperto. Prevede dei seguiti?

«Si, due. Subito dopo aver scelto di salvare la Terra alla fine pensai di rendere ‘Per i sentieri del tempo’ il primo capitolo di una trilogia. Considerai che soprattutto con il primo seguito avrei potuto affrontare la storia approfondendone determinati risvolti.».

Vuole anticiparci qualcosa sulla trama?

«Nel 2088, a quasi un secolo dalla Terza Guerra Mondiale, i servizi segreti della Repubblica Planetaria Terrestre indagano su di una misteriosa setta di provenienza asiatica, la Lega del Nuovo Mondo, animata da pericolosi intenti sovversivi. Mentre si scopre con sgomento che in conseguenza dei bombardamenti atomici di fine Novecento il nucleo della Terra esploderà, il generale Mario Rete, comandante in capo dell’ esercito, impazzisce e tenta di prendere il potere con un colpo di Stato, finendo inavvertitamente nel passato, nel 1996, poco prima che inizi il conflitto atomico. Tenta così di cambiare la storia, con l’ apparente aiuto della Lega, che intende manovrarlo per le proprie cospirazioni. Ma dal futuro giunge anche il capitano Alexander Tralus, nel tentativo disperato di fermare Rete e impedire il disastro.».
Il Terminator, protagonista dell’ omonima serie cinematografica;

Ha detto che scrivere questa storia l’ aiutata a stare bene in un periodo doloroso.

«Oh, sì! Lavorare a questa storia mi ha profondamente beneficiato, e da allora scrivere rappresenta qualcosa di fondamentale nella mia vita. Compresi con chiarezza che ogni cosa che concepisco e metto per iscritto è qualcosa di me che divido con gli altri e per cui un giorno verrò ricordato. Io sento molto questo principio, e credo che si possa paragonare soltanto alla generazione di un figlio. Il mio bisogno di inventare e scrivere non è molto lontano da quello che induce un pittore a dipingere o un pugile a combattere: tra le sue pagine ‘Per i sentieri del tempo’ racchiude molto di me.».

Grazie.


«Grazie a voi.».

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